Home-page - Numeri
Presentazione
Sezioni bibliografiche
Comitato scientifico
Contatti e indirizzi
Dépliant e cedola acquisti
Links
20 anni di Semicerchio. Indice 1-34
Norme redazionali e Codice Etico
The Journal
Bibliographical Sections
Advisory Board
Contacts & Address
Saggi e testi online
Poesia angloafricana
Poesia angloindiana
Poesia americana (USA)
Poesia araba
Poesia australiana
Poesia brasiliana
Poesia ceca
Poesia cinese
Poesia classica e medievale
Poesia coreana
Poesia finlandese
Poesia francese
Poesia giapponese
Poesia greca
Poesia inglese
Poesia inglese postcoloniale
Poesia iraniana
Poesia ispano-americana
Poesia italiana
Poesia lituana
Poesia macedone
Poesia portoghese
Poesia russa
Poesia serbo-croata
Poesia olandese
Poesia slovena
Poesia spagnola
Poesia tedesca
Poesia ungherese
Poesia in musica (Canzoni)
Comparatistica & Strumenti
Altre aree linguistiche
Visits since 10 July '98

« indietro

MICHELE SOVENTE, Carbones, Milano, Garzanti 2002, pp. 171,  15,00.

 

Procede nel suo triplice versante linguistico – latino, italiano e dialetto –, la ricerca poetica di Michele Sovente, che con Carbones dà alle stampe un altro densolibro di versi dall’assai elaborata articolazione. Molti testi, ma non tutti, vengono dati nelle tre forme linguistiche, alcuni in due sole, altri solo in italiano. Il lavoro dell’autore non è di mera traduzione: le diverse lingue si stratificano alternandosi in ordine vario, così come in ordine vario sono dislocate le tre versioni di uno stesso testo, spesso intercalate da poesie altre, a creare echi a distanza mutevole, suggestioni mnestiche che chiedono il raffronto, la rilettura, a rendere, il suo, un testo da ripercorrere nella memoria immediatamente emotiva delle immagini o nella più minuta, puntillistica analisi sinottica delle lingue. Tre lingue che per Sovente sono ossa e radici, legami a una terra flegrea impastata di miti, poggiante, essa stessa, su tombe d’eroi, su leggende antichissime, sepolte ma non ancora, non mai calcinabili. La sua poesia di primordia lucreziani, di elementi archetipali – acqua e terra, fuoco sulfureo e vento – cerca, in accenti antichi, modi nuovi di declinare e interpretare un presente spesso oppressivo, in dialettica con un passato personale e collettivo, percepito nella pluridirezionalità di lingue altre, dialetto e latino, appunto. «Negli intarsi o incastri del presente / si annida ogni dubbio, ogni congettura, / non è mai uguale a sé stessa / l’alba, la notte, l’una spalanca, l’altra / occlude, smaniose e insidiose / tutte e due. Il presente: questo / cavo uovo ossessivo che genera / menzogne vaste quanto una foresta, / strette più di un tunnel»: versi esemplari, oltre che della difficoltà di sostenere un presente menzognero, fatto di «preziosi mimetismi » e capace di disarticolarsi e di riprodursi, anche di quel gioco di opposti che è fondamentale nella poesia di Sovente. Se le tre lingue inducono una dialettica classicamente trimembre, in cui però di volta in volta tesi, antitesi e sintesi slittano l’una nell’altra, elidendo a vicenda la fissità dei loro ruoli, la ricorrente alternanza di opposizioni, invece, tende a cristallizzare la dicotomia di ‘sintagmi in base due’ o di coppie incomunicabili: alba/ notte; spalanca/occlude; cavo/uovo concettualmente ossimorico e tendente all’omoteleuto anche con il seguente «ossessivo »; menzogne vaste/strette; e poi, altrove: «macchie / bianche e nere»; «D’aria le voci e di ghisa»; «un mare di tenebre e un mare / di sale»; «tutto è morto, tutto vive». L’intero componimento Sia in pazienza sia in passione è strutturato su un ritmo binario dato dall’incalzare delle dittologie contrastive e chiuso, come un parallelogramma, su un rovesciamento di segno che stringe una inesorabile vacuità: «le cose non fatte rimangono / come ceneri che il vuoto pungono / ... le cose fatte non rimarranno / e le ceneri le notti avranno». In questi versi, allegoricamente attraversati da «carboni», nuclei del nero, energie delle accensioni memoriali, versi pervasi da amarezza, c’è molto «horror vitae», percepito ad una con la consapevolezza del baratro, «la minaccia del vuoto che dilaga / quando la luce viene meno». Unica possibilità di resistenza al «futuro franante» è la scrittura, in questa sua anomala, triplice forma linguistica, che, non essendo allineata alla koinè letteraria odierna, è volontà d’autonomia e di contrasto. Segno di una vitalità feroce eppure intellettualmente distillata: il bianco e nero della scrittura, in contrasto cromatico basilare, è linfa che scorre autonoma e sotterranea, protesa anch’essa su un potenziale abisso: «Si muovono / all’insaputa di ognuno / le parole. Come il sangue che poi / si può d’un tratto fermare ». Lo stesso atto della scrittura è per Sovente uno scrivere contro, anche contro di sé, atto che mentre separa, insieme preserva ed espone: la carta scritta, piena «di segni, di nomi / mi custodisce e mi esclude / – da cosa non è dato sapere – / la fremente carta rubata / ogni volta a qualcuno mascherato / contro me puntualmente imbastisce / un capo di accusa perché / sa molte cose di me». Il sapere può essere inquietantemente incriminatorio. La concretezza materica della lingua non è concetto nuovo in Sovente, e qui non solo di fisica articolazione ritmica o fonica si sta parlando – articolazione di cui Cabaletta, in posizione chiave all’interno del libro (IV e VIII sezione), può essere esempio straordinariamente limpido nella sua ritualità da esorcismo/filastrocca popolare –, qui si sta parlando anche di presenza della materia nella lingua, anzi di problematica coincidenza di sostanza e verbo. Già il componimento XXXVIII di Per specula aenigmatis 1980-1982 poneva in un latino terso, evangelico e gnomico il dilemma dire/apparire: «Me tangit res. Me pungit verbum. / Verbum est res. Est res verbum. / In verbo est index mundi. In re / est codex. Index et codex sine die / per noctis itinera me gravia flagellant », ovvero, nella sua specchiante (non specchiata) versione italiana: «La cosa mi lambisce. La parola mi sfinisce. / La parola è la cosa. La cosa è la parola. / Nel dire si manifesta il mondo. Nell’apparire / si forma il codice. Il dire e l’apparire / senza tregua mi assaltano lungo le vie / scoscese della notte». Dire e apparire saranno allora complementari e necessari l’uno all’altro, e tuttavia non identici. «Specchio» e «ombra», nel testo che apre Carbones, si dislocano continuamente – contiguamente – l’uno nell’altra. Le immagini speculari non sono perfette, come non lo sono i paragrammi che tanto frequentemente nella poesia di Sovente creano false specchiature, echi allusivi fra vocaboli. In questa poesia in cui si aprono – come autentiche chiavi interpretative – «crepe» e «macchie» sui muri, in cui si «seminano tracce» e si levano turbini «d’ombre», in cui si disegna «la grafia sottile delle nuvole» e la voce si può confondere con l’acqua, si coglie, frammista all’affiorare della memoria, una persuasa condiscendenza all’indagine e alla meditazione, oltre che ad un’effusione lirica sempre rattenuta, non mai contratta. Effusione affidata agli oggetti, alle «gialle e profonde ferite» del paesaggio, alle sopravvivenze culturali tangibili come le strutturali tre lingue di Sovente, tra le quali non corre rapporto di subalternità, ma di continua, minima variatio poetica. Sorta di sottile Metamorphosis, come il trittico bilingue, latino-italiano, in cui l’io soggetto  poetico pare focalizzarsi in una speranza chiusa all’umano, botanica ma fruttuosa, frugiferente, allusa dalla triplice ripetizione di un verbo forte, fulcro di ciascuna delle tre parti, verbo vegetale e gemmante, «floresco».

 

(Cecilia Bello Minciacchi)

 

 

 


¬ top of page


Iniziative
13 maggio 2022
Carteggio Ripellino-Holan su Semicerchio. Roma 13 maggio

10 maggio 2022
Recensibili 2022

26 ottobre 2021
Nuovo premio ai traduttori di "Semicerchio"

16 ottobre 2021
Immaginare Dante. Università di Siena, 21 ottobre

11 ottobre 2021
La Divina Commedia nelle lingue orientali

8 ottobre 2021
Dante: riletture e traduzioni in lingua romanza. Firenze, Institut Français

21 settembre 2021
HODOEPORICA al Festival "Voci lontane Voci sorelle"

27 agosto 2021
Recensibili 2021

11 giugno 2021
Laboratorio Poesia in prosa

4 giugno 2021
Antologie europee di poesia giovane

28 maggio 2021
De Francesco: Laboratorio di traduzione da poesia barocca

28 maggio 2021
Le riviste in tempo di pandemia

21 maggio 2021
Jhumpa Lahiri intervistata da Antonella Francini

11 maggio 2021
Hodoeporica. Presentazione di "Semicerchio" 63 su Youtube

7 maggio 2021
Jorie Graham a dialogo con la sua traduttrice italiana

23 aprile 2021
La poesia di Franco Buffoni in spagnolo

16 aprile 2021
Filologia della canzone: presentazione di "Like a Rolling Stone" di M.G. Mossa

22 marzo 2021
Scuola aperta di Semicerchio aprile-giugno 2021

28 dicembre 2020
Bandi per collaborazione con Semicerchio e Centro I Deug-Su

20 novembre 2020
Pietro Tripodo Traduttore: presentazione online di Semicerchio 62

19 giugno 2020
Poesia russa: incontro finale del Virtual Lab di Semicerchio

1 giugno 2020
Call for papers: Semicerchio 63 "Gli ospiti del caso"

28 maggio 2020
Seminario di Andrea Sirotti sulla nuova Dickinson

22 maggio 2020
Seminario di Antonella Francini su AMY HEMPEL e LAUREN GROFF

30 aprile 2020
Laboratori digitali della Scuola Semicerchio

28 aprile 2020
Progetto di Riscrittura creativa della lirica trobadorica

8 dicembre 2019
Semicerchio a "Più libri più liberi"

6 dicembre 2019
Laura Pugno alla Scuola di Semicerchio

5 dicembre 2019
Convegno Compalit a Siena

4 dicembre 2019
Addio a Giuseppe Bevilacqua

29 novembre 2019
Maurizio Maggiani alla Scuola di Semicerchio

8 novembre 2019
Laboratorio di poesia: Valerio Magrelli

12 ottobre 2019
Semicerchio e LinguaFranca al Salon de la Revue di Parigi

27 settembre 2019
Reading della Scuola di Scrittura

25 settembre 2019
Ultimi giorni iscrizioni al Corso di scrittura creativa

20 settembre 2019
Incontro con Jorie Graham per l'uscita di "fast" (Garzanti)

19 giugno 2019
Addio ad Armando Gnisci

31 maggio 2019
I'M SO TIRED OF FLORENCE: READING MINA LOY

12 aprile 2019
Incontro con Marco Di Pasquale

28 marzo 2019
Sconti sul doppio Semicerchio-Ecopoetica 2018

27 marzo 2019
Semicerchio al Convegno di Narrazioni Ecologiche-Firenze

24 marzo 2019
Premio Ceppo: Semicerchio e Guccini a Pistoia

15 marzo 2019
Rosaria Lo Russo legge Sexton

6 febbraio 2019
Incontro sulla traduzione poetica -Siena

25 gennaio 2019
Assemblea sociale e nuovi laboratori

14 dicembre 2018
Incontro con Giorgio Falco

8 dicembre 2018
Semicerchio a "Più Libri Più Liberi" Roma

6 dicembre 2018
Semicerchio issue on MIGRATION AND IDENTITY. Call for papers

16 novembre 2018
"Folla delle vene" di Iacuzzi a Semicerchio

12 ottobre 2018
Inaugurazione XXX Corso di Poesia con Franco Buffoni

7 ottobre 2018
Festa della poesia a Montebeni

30 settembre 2018
Laboratorio pubblico di Alessandro Raveggi a Firenze Libro Aperto

23 settembre 2018
Mina Loy-Una rivoluzionaria nella Firenze dei futuristi -Villa Arrivabene

22 settembre 2018
Le Poete al Caffé Letterario

6 settembre 2018
In scadenza le iscrizioni ai corsi di scrittura creativa 2018-19

5 settembre 2018
Verusca Costenaro a L'Ora blu

9 giugno 2018
Semicerchio al Festival di Poesia di Genova

5 giugno 2018
La liberté d'expression à l'épreuve des langues - Paris

26 maggio 2018
Slam-Poetry al PIM-FEST, Rignano

19 maggio 2018
Lingue e dialetti: PIM-FEST a Rosano

17 maggio 2018
PIM-FEST: il programma

8 maggio 2018
Mia Lecomte a Pistoia

2 maggio 2018
Lezioni sulla canzone

» Archivio
 » Presentazione
 » Programmi in corso
 » Corsi precedenti
 » Statuto associazione
 » Scrittori e poeti
 » Blog
 » Forum
 » Audio e video lezioni
 » Materiali didattici
Editore
Pacini Editore
Distributore
PDE
Semicerchio è pubblicata col patrocinio del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena viale Cittadini 33, 52100 Arezzo, tel. +39-0575.926314, fax +39-0575.926312
web design: Gianni Cicali

Semicerchio, piazza Leopoldo 9, 50134 Firenze - tel./fax +39 055 495398