Home-page - Numeri
Presentazione
Sezioni bibliografiche
Comitato scientifico
Contatti e indirizzi
Dépliant e cedola acquisti
Links
20 anni di Semicerchio. Indice 1-34
Norme redazionali e Codice Etico
The Journal
Bibliographical Sections
Advisory Board
Contacts & Address
Saggi e testi online
Poesia angloafricana
Poesia angloindiana
Poesia americana (USA)
Poesia araba
Poesia australiana
Poesia brasiliana
Poesia ceca
Poesia cinese
Poesia classica e medievale
Poesia coreana
Poesia finlandese
Poesia francese
Poesia giapponese
Poesia greca
Poesia inglese
Poesia inglese postcoloniale
Poesia iraniana
Poesia ispano-americana
Poesia italiana
Poesia lituana
Poesia macedone
Poesia portoghese
Poesia russa
Poesia serbo-croata
Poesia olandese
Poesia slovena
Poesia spagnola
Poesia tedesca
Poesia ungherese
Poesia in musica (Canzoni)
Comparatistica & Strumenti
Altre aree linguistiche
Visits since 10 July '98

« indietro

MARIANGELA GUALTIERI, Fuoco centrale, Torino, Einaudi 2003, pp. 138,13,50.

 

È un libro tutto spaccato sulla dicotomia – non ricomposta, non mai ricomponibile – fra terra e cielo, l’autoantologia Fuoco centrale di Mariangela Gualtieri. La separazione è netta, percepita con dolore, non spiegata perché non comprensibile e come tale rinfacciata a un dio che non parla lingua umana ed è distante dalle sofferenze della carne e del pensiero, un dio che non ha sostanza, si direbbe, perché non se ne conosce nome. Così recita, nella sua versione italiana, il Coro delle bestemmiatrici, lamento alto, tirato sull’acuto a partire dalla bassezza terragna e dalla concretezza della sua originaria stesura dialettale: «Signore del cielo e della terra, tu hai molti / nomi e noi neppure uno ne sappiamo. / Signore potentissimo e strano, / noi non capiamo: tu fai le creature e / poi le pianti in asso, te le butti dietro la schiena, / le scarti come bucce nel piatto». L’esito, tuttavia, non è materialista, né leopardiano; sul livello filosofico è privilegiato quello emotivo. Nei versi della Gualtieri c’è infelicità, ma anche aspirazione ad una beatitudine. Terrena, magari, e risolta in una contemplazione della natura e in un desiderio d’amore ampio, raggiante in direzioni plurime e intercreaturale, ma pur sempre beatitudine: «Strambo d’un Signore, / ma che sei buono si vede da quelle bellezze / si vede, tutte quelle cose che hai fatto bene bene, / che poi sarebbero il cielo di notte e di giorno, o l’acqua con la sete, o la casa col giardino e un filo di fumo / che esce dal camino». Ad un tendenziale francescanesimo che al grato stupore per il bello unisce lo sgomento per il dolore, e che, facendosi problematico, deborda in nodi esistenziali, sono congiunti una cosciente mmissione (remissione) d’umiltà – «È poco il poco che so e di questo poco io chiedo perdono. Io chiedo perdono per quello che so» (Monologo del Non so) – ed una ricerca elementare della parola. Parola in quanto nome, identificativo di una carne e di una vita incipienti, «Una volta ero piccola, ero senza parole. Ero piccola e senza parole. Una volta ero molto leggera, pesavo pochi chili. Una volta c’erano solo tre o quattro chili di me, solo pochi chili di me, solo pochi chili avevano il mio nome» (da Ossicine). E parola in quanto elemento, in quanto articolazione elementare, semplificata tanto da essere immediata e infantile, paga di sé e della propria articolazione, della pronuncia dei suoi elementi costitutivi. Sillabe scandite dalla recitazione – Mariangela Gualtieri, drammaturga, ha fondato con Cesare Ronconi il Teatro Valdoca nel 1983 e Fuoco centrale raccoglie poesie scritte per il teatro – e sillabe che declinano una poesia in cui cosa mortale e angelica forma autenticamente si dolgono di non essere conciliabili: «Anche qui c’è un angelo che vuole sorridere per questo mio fare il poeta ma anzi le sillabe io le sento scoccare ballare rider piagnucolar ma sempre in grande bellezza di tutte le bellezze sonore» (Equestre). Alla pronuncia è connesso, intrinseco l’enigma del senso e l’inchiesta – di moralità antica e di fiabesca eco – sul significato primo, sulla scaturigine. Strumento squisito è la percezione autopervasiva – «Io sento il piangere delle cose. / Sento il piangere delle tutte cose» (Lamento di re Anfortas) –; ed è la capacità, anche, intrisa di pietas, di ascoltare fino l’immedesimazione – «Sento tutto nel burrone del senso / sento che tutto mi si nasconde / nel suo spaccato più vero» (Solenne) –, sia pure, essa immedesimazione, votata allo scacco. Gli strumenti della retorica procedono verso il basso: iterazioni, accumuli, volute involuzioni, vocativi ricorrenti, imperativi sospesi tra il fàtico e l’esortativo. Sono ‘gesti’ della retorica, sono teatralizzazione di una parola poetica che per la Gualtieri significa «devozione» e «passione», e che risponde ad un «destino» (cfr. le Note a Parsifal), fuori da ogni freddezza progettuale, tutta calata nella fornace del pathos. Per questo io poetico continuamente chiamantesi al gioco, ‘parlare’ è transitivo, è sempre un ‘parlare qualcosa’. Parlare il testo, il proprio corpo, la voce del proprio sé nel mondo, insieme a tutte le «facce indolorate», segnate da «grave malattia terrestre». E pagando (con) la compromissione piena del proprio io: «Meglio la ferita, te lo dico ora, meglio la ferita che questo vuoto. [...] Che davvero mi indolora stare lontano da la piena sillabazione, che se mi togli le parole credo che poco dopo sono morta».

 

Cecilia Bello Minciacchi


¬ top of page


Iniziative
19 giugno 2019
Addio ad Armando Gnisci

31 maggio 2019
I'M SO TIRED OF FLORENCE: READING MINA LOY

12 aprile 2019
Incontro con Marco Di Pasquale

28 marzo 2019
Sconti sul doppio Semicerchio-Ecopoetica 2018

27 marzo 2019
Semicerchio al Convegno di Narrazioni Ecologiche-Firenze

24 marzo 2019
Premio Ceppo: Semicerchio e Guccini a Pistoia

15 marzo 2019
Rosaria Lo Russo legge Sexton

6 febbraio 2019
Incontro sulla traduzione poetica -Siena

25 gennaio 2019
Assemblea sociale e nuovi laboratori

14 dicembre 2018
Incontro con Giorgio Falco

8 dicembre 2018
Semicerchio a "Più Libri Più Liberi" Roma

6 dicembre 2018
Semicerchio issue on MIGRATION AND IDENTITY. Call for papers

16 novembre 2018
"Folla delle vene" di Iacuzzi a Semicerchio

12 ottobre 2018
Inaugurazione XXX Corso di Poesia con Franco Buffoni

7 ottobre 2018
Festa della poesia a Montebeni

30 settembre 2018
Laboratorio pubblico di Alessandro Raveggi a Firenze Libro Aperto

23 settembre 2018
Mina Loy-Una rivoluzionaria nella Firenze dei futuristi -Villa Arrivabene

22 settembre 2018
Le Poete al Caffé Letterario

6 settembre 2018
In scadenza le iscrizioni ai corsi di scrittura creativa 2018-19

5 settembre 2018
Verusca Costenaro a L'Ora blu

18 giugno 2018
Libri recensibili per luglio 2018

9 giugno 2018
Semicerchio al Festival di Poesia di Genova

5 giugno 2018
La liberté d'expression à l'épreuve des langues - Paris

26 maggio 2018
Slam-Poetry al PIM-FEST, Rignano

19 maggio 2018
Lingue e dialetti: PIM-FEST a Rosano

17 maggio 2018
PIM-FEST: il programma

8 maggio 2018
Mia Lecomte a Pistoia

4 maggio 2018
Incontro con Stefano Carrai

2 maggio 2018
Lezioni sulla canzone

9 aprile 2018
Scaffai: "Letteratura e Ecologia" al Vieusseux

7 aprile 2018
Reading di poesia guidato da Caterina Bigazzi

5 aprile 2018
Incontro con Eraldo Affinati

3 marzo 2018
La poesia dei nuovi italiani. Con Barbara Serdakowski, in ricordo di Hasan

2 marzo 2018
Incontro con Grazia Verasani - annullato

27 febbraio 2018
Ceppo Internazionale ad André Ughetto - Firenze 27/2 ore 16

2 febbraio 2018
Ricordo di Hasan Atiya al-Nassar-Firenze

23 gennaio 2018
Mostra riviste poesia - Firenze Marucelliana

25 dicembre 2017
Addio ad Hasan Atiya al-Nassar

15 dicembre 2017
Antonella Anedda alla scuola di "Semicerchio"

» Archivio
 » Presentazione
 » Programmi in corso
 » Corsi precedenti
 » Statuto associazione
 » Scrittori e poeti
 » Blog
 » Forum
 » Audio e video lezioni
 » Materiali didattici
Editore
Pacini Editore
Distributore
PDE
Semicerchio è pubblicata col patrocinio del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena viale Cittadini 33, 52100 Arezzo, tel. +39-0575.926314, fax +39-0575.926312
web design: Gianni Cicali

Semicerchio, piazza Leopoldo 9, 50134 Firenze - tel./fax +39 055 495398