Home-page - Numeri
Presentazione
Sezioni bibliografiche
Comitato scientifico
Contatti e indirizzi
Dépliant e cedola acquisti
Links
20 anni di Semicerchio. Indice 1-34
Norme redazionali e Codice Etico
The Journal
Bibliographical Sections
Advisory Board
Contacts & Address
Saggi e testi online
Poesia angloafricana
Poesia angloindiana
Poesia americana (USA)
Poesia araba
Poesia australiana
Poesia brasiliana
Poesia ceca
Poesia cinese
Poesia classica e medievale
Poesia coreana
Poesia finlandese
Poesia francese
Poesia giapponese
Poesia greca
Poesia inglese
Poesia inglese postcoloniale
Poesia iraniana
Poesia ispano-americana
Poesia italiana
Poesia lituana
Poesia macedone
Poesia portoghese
Poesia russa
Poesia serbo-croata
Poesia olandese
Poesia slovena
Poesia spagnola
Poesia tedesca
Poesia ungherese
Poesia in musica (Canzoni)
Comparatistica & Strumenti
Altre aree linguistiche
Visits since 10 July '98

« indietro

 

 

ANDREA INGLESE, Commiato da Andromeda, con una postfazione di Paolo Maccari, Livorno, Valigie Rosse 2011, pp. 64, € 12,00

 

 

La poesia liminare de La distrazione, silloge di Andrea Inglese pubblicata nel 2008, si apriva con un distico molto significativo: «Non posso non raccontare la mia storia. / Chiamo questo: calamità autobiografica». Il sintagma che più ci interessa è proprio l’ultimo, «calamità autobiografica», in cui sembra appunto intravedersi la poetica anche futura dell’autore. Se la «calamità» definisce un male comune, una rovina che colpisce una ‘moltitudine’, l’autobiografia riguarda invece il singolo. Questo sintagma esprime dunque la dialettica tra l’uno e i molti, il male comune che riguarda l’io-lirico, dialettica che viene appunto tematizzata in Commiato da Andromeda, ultimo libro di Andrea Inglese, in cui l’autore cerca di descrivere la fine di un amore, in un impianto che oscilla tra il poema in prosa, il prosimetro, e l’ekphrasis di derivazione classica. Per provvedere a questa ‘descrizione’, o meglio a questa ‘razionalizzazione’ impossibile, l’autore cerca un corrispettivo analogico in una stampa in formato A3 attaccata al muro del dipinto La liberazione di Andromeda di Piero di Cosimo, dipinto «irresponsabilmente ignorato» fino al momento della stesura del libro. L’ekphrasis di questo quadro è dunque lo strumento attraverso il quale l’innamorato può bilanciarsi e provare a guardare dall’esterno un’esperienza che lo riguarda in prima persona. Se nello «scricchiolare» e nello «sgretolarsi» della storia non è possibile identificare l’incipit, dato che «tutto accade assieme, come sempre», il quadro rappresenta l’unica «immagine che si possa bloccare», e da qui partire per autoanalizzarsi. L’io si fa «scienziato, razionalizzatore, solerte, esperto, familiare col fondale», ma è solo un autoinganno e il fenomenologo d’amore si rappresenta nel corso del racconto come colui che è consapevole di non sapere amare. Si può dire che l’innamorato che più volte cerca di apparire come l’unico esperto, il teorico per eccellenza è ontologicamente inesperto di ciò su cui scrive un libro. L’innamorato, in quanto incapace di razionalizzare, è mutevole, ondivago e ‘distratto’ proprio come il suo racconto, che anche dal punto di vista stilistico, come nelle precedenti opere di Inglese, è segnato dalla verbigerazione, dalla divagazione, ed infine, dalla «fuga nei dettagli». L’ekphrasis stessa, che così importante appare nel corso di tutta la ‘narrazione’, tanto che il ‘titolo’ quadro descritto viene utilizzato come titolo del libro, è però sminuita nel punto più problematico del testo: «cos’è questa, una sorta di riunione sindacale sull’ekphrasis?», chiede l’autore nella prima poesia del ‘prosimetro’. Se la prosa non riesce a spiegare o tenta invano di spiegare la condizione del soggetto innamorato, è alla poesia che è affidato un momento di sintesi su quanto è stato detto. La scrittura in versi crea una sospensione nella divagazione della prosa e prova a fare il punto della situazione, cerca insomma di spiegare le ragioni stesse della prosa e tenta di arrivare dove si ferma la teoria. Per questo non è un caso che la prima poesia si apra con una domanda che cerca di definire quanto è stato detto. In questa domanda si annida ancora il criterio della divagazione che contraddistingue la scrittura di Inglese. Sembra che la riunione sindacale sia costituita dai vari frantumi del soggetto ormai in crisi che provano a fornire spiegazioni sulla fine dell’amore, e dunque sull’avvio della ‘scomposizione’. Tutti i frammenti del soggetto si interrogano e parlano non potendo che portare ad una riunione sindacale con la quale si esplicita la debolezza della spiegazione. I frammenti, i ‘deboletti spiriti’ narrano e descrivono come in una riunione sindacale, per cui nel massimo di confusione e caos pensabile. Nel numero 20 del novembre 2008 della rivista Qui. Appunti dal presente, Andrea Inglese aveva già descritto il suo rapporto filosofico con la memoria, e aveva sostenuto l’importanza, al contrario, della dimenticanza come elemento fondamentale della vita stessa. Il tema della dimenticanza è l’altro snodo cruciale della nuova prosa di Inglese che instaura con la tradizione ancora una volta un rapporto di ripresa e di superamento. Se infatti nella lirica tradizionale la memo- ria era proprio il nutricamento del soggetto, l’epistemologo del fenomeno erotico in Commiato da Andromeda «non può stabilire niente se non l’oblio» ed è grazie alla dimenticanza che il «divagatore» passa da uno stato di passività e ripiegamento su sé stesso a uno stato attivo; attraverso la dimenticanza la vita dell’autore da contemplativa di sé stesso, del quadro e della ex amata, diventa finalmente ‘activa’. Eppure la condizione di ‘attività’ non conferisce linearità alle pagine conclusive di Commiato da Andromeda, nelle quali l’autore torna a divagare e, tornando indietro, a cercare non più le cause della fine ma dell’innamoramento stesso. Ci troviamo nuovamente nei meandri del divagatore professionista che ha la consapevolezza «dell’impossibilità di governare i fenomeni», perché, aggiunge ancora Inglese quasi in chiusura del ‘prosimetro’: «le buone cose previste / giungono da strade insolite, non più / riconoscibili, come frastuoni, fendenti». Il tentativo di ricomposizione del soggetto, nonostante l’ekphrasis, e dunque l’osservazione di sé come dall’esterno, non è che un autoinganno, un inganno è la razionalizzazione, e menzognera è l’eziologia della fine. L’unica verità sondabile è quella degli scarti e dei dettagli, mentre per ciò che riguarda tutto il resto, dice Inglese, «nulla è stato abbastanza credibile».

(Luciano Mazziotta)


¬ top of page


Iniziative
6 settembre 2018
Aperte le iscrizioni ai corsi di scrittura creativa 2018-19

5 settembre 2018
Verusca Costenaro a L'Ora blu

18 giugno 2018
Libri recensibili per luglio 2018

9 giugno 2018
Semicerchio al Festival di Poesia di Genova

5 giugno 2018
La liberté d'expression à l'épreuve des langues - Paris

26 maggio 2018
Slam-Poetry al PIM-FEST, Rignano

19 maggio 2018
Lingue e dialetti: PIM-FEST a Rosano

17 maggio 2018
PIM-FEST: il programma

8 maggio 2018
Mia Lecomte a Pistoia

4 maggio 2018
Incontro con Stefano Carrai

2 maggio 2018
Lezioni sulla canzone

9 aprile 2018
Scaffai: "Letteratura e Ecologia" al Vieusseux

7 aprile 2018
Reading di poesia guidato da Caterina Bigazzi

5 aprile 2018
Incontro con Eraldo Affinati

3 marzo 2018
La poesia dei nuovi italiani. Con Barbara Serdakowski, in ricordo di Hasan

2 marzo 2018
Incontro con Grazia Verasani - annullato

27 febbraio 2018
Ceppo Internazionale ad André Ughetto - Firenze 27/2 ore 16

2 febbraio 2018
Ricordo di Hasan Atiya al-Nassar-Firenze

23 gennaio 2018
Mostra riviste poesia - Firenze Marucelliana

25 dicembre 2017
Addio ad Hasan Atiya al-Nassar

15 dicembre 2017
Antonella Anedda alla scuola di "Semicerchio"

8 dicembre 2017
Semicerchio a Più Libri più Liberi

30 settembre 2017
Lettura per i 30 anni di Semicerchio

1 settembre 2017
Iscrizioni Scuola di scrittura creativa

30 agosto 2017
Festival di Poesia "Voci lontane voci sorelle" - Firenze, 30/8-6/10

25 maggio 2017
In memoria di Max Chiamenti

10 marzo 2017
La Compagnia delle poete alla scuola di Semicerchio

1 marzo 2017
30 anni di SC: lectio di Jesper Svenbro a Siena

28 febbraio 2017
30 anni di SC: dibattito sulla post-poesia a Siena

11 febbraio 2017
Ricordo di Gabriella Maleti

10 febbraio 2017
Maurizio Cucchi alla Scuola di Semicerchio

31 gennaio 2017
Volumi in recensione 2017: call for reviews

27 gennaio 2017
Antonio Moresco alla Scuola di Semicerchio

24 dicembre 2016
Bando del Premio di poesia Achmadoulina

10 dicembre 2016
Semicerchio su Bob Dylan alla Fiera di Roma

9 dicembre 2016
Incontro con Stefano Dal Bianco

25 novembre 2016
Letteratura e cinema: incontro con Massimo Gaudioso

18 novembre 2016
Incontro con Wu Ming 2 alla Scuola di Scrittura Creativa

1 novembre 2016
Addio a Remo Ceserani

13 ottobre 2016
Il Nobel per la letteratura a Bob Dylan

9 settembre 2016
Presentazione di "The Mechanic Reader" a Venezia

1 luglio 2016
La poesia italiana in prospettiva plurilingue - Paris 1 luglio 2016

10 giugno 2016
Lettura della Scuola Semicerchio alle Oblate

22 aprile 2016
Corso di sceneggiatura di film letterari

18 aprile 2016
Incontri e Agguati. Per Milo De Angelis

25 febbraio 2016
Incontro con SERGEJ ZAV’JALOV - Premio Bigongiari

11 dicembre 2015
Incontro con Nicola Lagioia

4 dicembre 2015
Incontro col narratore Giorgio Vasta

27 novembre 2015
Incontro con Alessandro Fo

13 novembre 2015
Incontro con Sauro Albisani

24 settembre 2015
La Cucina Poetica di Semicerchio a Siena

22 maggio 2014
25 anni di Scuola di Scrittura Creativa - i video

» Archivio
 » Presentazione
 » Programmi in corso
 » Corsi precedenti
 » Statuto associazione
 » Scrittori e poeti
 » Blog
 » Forum
 » Audio e video lezioni
 » Materiali didattici
Editore
Pacini Editore
Distributore
PDE
Semicerchio è pubblicata col patrocinio del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena viale Cittadini 33, 52100 Arezzo, tel. +39-0575.926314, fax +39-0575.926312
web design: Gianni Cicali

Semicerchio, piazza Leopoldo 9, 50134 Firenze - tel./fax +39 055 495398