Home-page - Numeri
Presentazione
Sezioni bibliografiche
Comitato scientifico
Contatti e indirizzi
Dépliant e cedola acquisti
Links
20 anni di Semicerchio. Indice 1-34
Norme redazionali e Codice Etico
The Journal
Bibliographical Sections
Advisory Board
Contacts & Address
Saggi e testi online
Poesia angloafricana
Poesia angloindiana
Poesia americana (USA)
Poesia araba
Poesia australiana
Poesia brasiliana
Poesia ceca
Poesia cinese
Poesia classica e medievale
Poesia coreana
Poesia finlandese
Poesia francese
Poesia giapponese
Poesia greca
Poesia inglese
Poesia inglese postcoloniale
Poesia iraniana
Poesia ispano-americana
Poesia italiana
Poesia lituana
Poesia macedone
Poesia portoghese
Poesia russa
Poesia serbo-croata
Poesia olandese
Poesia slovena
Poesia spagnola
Poesia tedesca
Poesia ungherese
Poesia in musica (Canzoni)
Comparatistica & Strumenti
Altre aree linguistiche
Visits since 10 July '98

« indietro

DOROTHEA LASKY, Rome, New York, W.W. Norton/ Liveright, 2014, pp. 144.


in: Semicerchio LI (2014/2) Per Seamus Heaney, pp. 119 - 120




Rome è la quarta raccolta poetica di Dorothea Lasky, esponente di spicco della generazione dei poeti statunitensi under 40. Con questo libro approda a un grande editore dopo aver pubblicato, fra il 2007 e il 2012, con Wave Books, una casa editrice indipendente dedita a far conoscere la migliore e la più innovativa poesia contemporanea. Infatti, di questo si tratta: Lasky ha una voce originalissima, inconfondibile fra le moltissime che sono emerse in anni recenti negli Stati Uniti. I suoi versi sono ancora più memorabili se recitati dalla voce sicura e potente dell’autrice. Con un tocco di ironia pone l’accento su quelle frasi poetiche, semplici e colloquiali, che compongono i suoi testi, sui sintagmi che si ripetono, un po’ alla maniera di Gertrude Stein e un po’ richiamando i ritmi rap, per afferrare un’idea, arrivare a costruire un’identità e parlare di relazioni sempre sfuggenti e mutevoli: «I never noticed before / How the red flowers hang from the blue branches / I never noticed before the light in this room / I never noticed the way the air is cool again / I never noticed anything but you / Until I noticed you…». Nel suo insistente e angosciato monologo, i pensieri si sciolgono in parole e brevi versi altamente lirici che modificano, di poesia in poesia, un racconto dall’andamento liquido e leggero, senza nessun punto e solo qualche virgola. Il racconto è la storia del rapporto fra un I e un you, dove la prima persona singolare non ha una forma definita ma assume molti ruoli in relazione a un interlocutore altrettanto mobile. Può essere donna o uomo, amante o amato, corpo vivo o defunto, un gladiatore dell’antica Roma o perfino Eddie Murphy. «I make in full the anonymous I / Or I make you in full in the anonymous I / I will fill the poems with great pain / And then suck out the meat so that they are only / Shells with only the memory of meat /So that they are only the memory of blood / So I will spill my own so as to make a fresh memory», si legge a metà del libro in versi in cui la poesia diventa metapoetica. Comunque l’io narrante è sempre un filtro metamorfico attraverso cui passa un tema classico – la forza contraddittoria e lacerante dell’amore e delle passioni – reso in un contesto di assoluta quotidianità contemporanea e americana e in una lingua informale, come si trova nei blog e su facebook. Ma i lacerti linguistici di Lasky, isolati e resi icastici, reverberano di sinistri significati e di un tormento interiore che lascia tutt’altro che indifferenti. Alla maniera americana, Lasky compone un collage attraverso le voci che interpreta unendo spezzoni di vita e di frasi in un libro dove si combinano epifanie e narrazioni. Ecco come inizia un testo sul perché la poesia sia per quasi tutti un genere difficile: «Because speaking to the dead is not something you want to do / When you have other things to do in your day / Like take out the trash or use the vacuum / In the edge between the stove and cupboard / Because the rat is everywhere / Crawling around / Or more so walking / And it doesn’t even notice you / It has its own intentions…». Ecco un altro tipico incipit: «People do really bad things / But I don’t pay attention to most of them / I knew that Alex was my real friend / When he told me that one night / That true love cannot be calculated or contained / Despite the orb of blue fire / I always hold right up to my lips». Ed ecco come si rivolge a un amico: «It is possible that it is grief that brought us together / Yes it is / It is possible».
Anche se la critica ha cercato di inserire la poesia di Dorothea Lasky in specifiche categorie – erede della New York School di O’Hara e Ashbery oppure poeta neo-confessionale o femminista – e nonostante lei stessa abbia indicato i suoi modelli americani (Sylvia Plath ad esempio) e appartenga chiaramente alla generazione 2.0, è difficile ricondurre la sua scrittura a un preciso filone. Il registro basso della lingua parlata e mediatica è lo strumento, scarno e raffinato, con cui tratta con audacia e sincerità il tema dell’amore e dei rapporti umani, affronta paure e desideri trascinando il suo ‘tu’ nell’esposizione.
Fra i suoi maestri c’è anche Catullo a cui allude con il suo diario d’amore e i paradossi della passione. Never Did Amount to Anything è un rifacimento del carme 43 dove l’inizio, «Salve, ragazza dal naso non piccolo…», diventa l’informale saluto «Hi there, dear sister, I’m sad / But here to tell you / that you never did amount to anything / Facial expressions just like your mother / Nose by no means tiny…». Il ritratto è infine quello di chi parla, che in conclusione dice di poter essere sia una Plath che una Sexton, comunque pronta a uscire da ruoli predeterminati: «If somebody asks me what I like / It’s not food or sex / It’s looking at things and being in love…».
Roma entra nel libro solo marginalmente e per allusione ai suoi poeti e al Colosseo. Oltre a Catullo, anche Orazio è reinterpretato in Horace, To the Romans: «Am I going to die and all I will have are these fucking poems / It doesn’t get more real than this / Said the poet / Oh but you hate poems about / Poetry, and that’s fine / Cause I am never going to send you my condolences when I kill it». Ai poeti augustei va il tributo di Lasky in The Roman Poets: «The Roman poets brought me to this day / To see this thru // They marked me when I was little / They put the words in me». Roma non è che un gioco di allusioni, dal titolo del libro al poemetto finale in 10 parti intitolato alla città immortale dove l’amato you sfuma anche nel passato classico: «This isn’t about you / This is and has always been about / The real / Bloody and awful / Twisting and Twisting / Love is a strange dance / I do with myself / But I won’t give it up / Renting a car two thousand years later». E Lasky gioca anche con i toni, dal grave al comico. «My dead relatives owe a lot of taxes / So I eat some chocolate wafers and drink about it / Not you because you love are dead», inizia una poesia che poi sfuma nel surreale.
Eletta da The Village Voice, il celebre settimanale newyorchese, Best Local Poet 2014, Dorothea Lasky, è docente di poesia alla Columbia University, ha pubblicato su riviste di prestigio, è co-fondatrice e co-direttrice della Ashbery Home School of Hudson, scuola interdisciplinare per poeti ospitata nella residenzamuseo di John Ashbery appunto. Insieme ad altri ha curato Open the door. How to Excite Young People About Poetry (2013) e sogna di portare la poesia nell scuole pubbliche per salvarle dal declino irreversibile che le rende simili a prigioni piuttoso che luoghi di apprendimento. Per saperne di più sulla sua poetica si legga, ad esempio, Poetry is not a Project (2010) su www.uglyduckling.org.


(Antonella Francini)

¬ top of page


Iniziative
19 settembre 2024
Biblioteca Lettere Firenze: Mostra copertine Semicerchio e letture primi 70 volumi

21 aprile 2024
Addio ad Anna Maria Volpini

9 dicembre 2023
Semicerchio in dibattito a "Più libri più liberi"

15 ottobre 2023
Semicerchio al Salon de la Revue di Parigi

30 settembre 2023
Il saggio sulla Compagnia delle Poete presentato a Viareggio

11 settembre 2023
Presentazione di Semicerchio sulle traduzioni di Zanzotto

11 settembre 2023
Recensibili 2023

26 giugno 2023
Dante cinese e coreano, Dante spagnolo e francese, Dante disegnato

21 giugno 2023
Tandem. Dialoghi poetici a Bibliotecanova

6 maggio 2023
Blog sulla traduzione

9 gennaio 2023
Addio a Charles Simic

9 dicembre 2022
Semicerchio a "Più libri più liberi", Roma

15 ottobre 2022
Hodoeporica al Salon de la Revue di Parigi

13 maggio 2022
Carteggio Ripellino-Holan su Semicerchio. Roma 13 maggio

26 ottobre 2021
Nuovo premio ai traduttori di "Semicerchio"

16 ottobre 2021
Immaginare Dante. Università di Siena, 21 ottobre

11 ottobre 2021
La Divina Commedia nelle lingue orientali

8 ottobre 2021
Dante: riletture e traduzioni in lingua romanza. Firenze, Institut Français

21 settembre 2021
HODOEPORICA al Festival "Voci lontane Voci sorelle"

11 giugno 2021
Laboratorio Poesia in prosa

4 giugno 2021
Antologie europee di poesia giovane

28 maggio 2021
Le riviste in tempo di pandemia

28 maggio 2021
De Francesco: Laboratorio di traduzione da poesia barocca

21 maggio 2021
Jhumpa Lahiri intervistata da Antonella Francini

11 maggio 2021
Hodoeporica. Presentazione di "Semicerchio" 63 su Youtube

7 maggio 2021
Jorie Graham a dialogo con la sua traduttrice italiana

23 aprile 2021
La poesia di Franco Buffoni in spagnolo

22 marzo 2021
Scuola aperta di Semicerchio aprile-giugno 2021

19 giugno 2020
Poesia russa: incontro finale del Virtual Lab di Semicerchio

1 giugno 2020
Call for papers: Semicerchio 63 "Gli ospiti del caso"

30 aprile 2020
Laboratori digitali della Scuola Semicerchio

» Archivio
 » Presentazione
 » Programmi in corso
 » Corsi precedenti
 » Statuto associazione
 » Scrittori e poeti
 » Blog
 » Forum
 » Audio e video lezioni
 » Materiali didattici
Editore
Pacini Editore
Distributore
PDE
Semicerchio è pubblicata col patrocinio del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena viale Cittadini 33, 52100 Arezzo, tel. +39-0575.926314, fax +39-0575.926312
web design: Gianni Cicali

Semicerchio, piazza Leopoldo 9, 50134 Firenze - tel./fax +39 055 495398