Home-page - Numeri
Presentazione
Sezioni bibliografiche
Comitato scientifico
Contatti e indirizzi
Dépliant e cedola acquisti
Links
20 anni di Semicerchio. Indice 1-34
Norme redazionali e Codice Etico
The Journal
Bibliographical Sections
Advisory Board
Contacts & Address
Saggi e testi online
Poesia angloafricana
Poesia angloindiana
Poesia americana (USA)
Poesia araba
Poesia australiana
Poesia brasiliana
Poesia ceca
Poesia cinese
Poesia classica e medievale
Poesia coreana
Poesia finlandese
Poesia francese
Poesia giapponese
Poesia greca
Poesia inglese
Poesia inglese postcoloniale
Poesia iraniana
Poesia ispano-americana
Poesia italiana
Poesia lituana
Poesia macedone
Poesia portoghese
Poesia russa
Poesia serbo-croata
Poesia olandese
Poesia slovena
Poesia spagnola
Poesia tedesca
Poesia ungherese
Poesia in musica (Canzoni)
Comparatistica & Strumenti
Altre aree linguistiche
Visits since 10 July '98

« indietro

AI, Dread, New York, W.W. Norton & Company 2003, pp. 123, $ 22,95.

 

‘Ai’, che in giapponese significa ‘amore’, è il secondo nome e nom de plume di Florence Anthony, autrice di sei volumi di poesia dove ha elaborato il monologo alla maniera di Robert Browning per interpretare testimoni scomodi del vivere sociale. Non c’è scampo né consolazione nella poesia di Ai che c’impone di tenere gli occhi ben aperti sulle perversioni della mente umana, su una realtà che preferiremmo non vedere o nascondere dietro la facciata gentile della nostra quotidianità: omicidi, suicidi, corruzioni ed efferatezze domestiche e pubbliche, genocidi, violenze etniche, abusi di ogni genere in nome di poteri economici o politici, o semplicemente perpetrati da menti malate. Ci porta nelle zone estreme della psiche umana, fuori da ogni accettabile norma civile e ad esclusione di ogni altra esperienza, fra vite disperate che trovano l’unico riscatto nella violenza per dirci senza mezzi termini che anche questo è il mondo, che è traumatico e terrificante, che il male è sempre dietro l’angolo. «Hell is only as far as your next breath», dice un suo personaggio del 1986, «and heaven unimaginably distant. / Gate after gate stands between you and God, / so why not to meet the devil instead? / He at least has time for people». In una lingua asciutta, senza fronzoli, spesso ripresa dalla strada, i testimoni del male raccontano il loro inferno di terrore inflitto o subito. Sono killer tratti dalla cronaca nera, prostitute, poliziotti, psicopatici, neri e bianchi negli scontri razziali, veterani del Vietnam e della Guerra del Golfo, figure anonime o storiche come Trotsky, Zapata, J.F. Kennedy ed il suo assassino.

Nata in Texas nel 1947 e cresciuta per lo più a Tucson, in Arizona, Ai ha una complessa identità etnica. Giapponese da parte di padre, afroamericana, irlandese e indiana, della tribù dei Choctaw dell’Oklahoma, da parte di madre, ha trovato in questa sua mobile identità la matrice per interpretare i suoi personaggi. Dall’educazione cattolica provengono le sue immagini apocalittiche ed una riconoscibile fraseologia religiosa; dalla sua subalterna estrazione sociale attinge invece le storie e le figure di emarginati narrate nei  suoi libri i cui scarni titoli ci portano subito al cuore delle sue tematiche: Cruelty (1973), Killing Floors (1979), Sin (1986), Fate (1991), Greed (1993), Vice (1998), a cui è andato il National Book Award, e questo nuovo libro, Dread, terrore. Qui il male è rappresentato dal lupo cattivo della fiaba di Cappuccetto Rosso, come suggerisce il dipinto di Doré riprodotto in copertina. I personaggi sono i sopravvissuti a traumi infantili e narrano il momento in cui la fiaba ha smesso di essere un gioco innocente per assumere inquietanti connotazioni morali. In Fairy Tale, un pilota americano della seconda guerra mondiale ricorda una sua azione militare in Giappone: «I am alone, yet I know the wolf’s returned to haunt me / as I stop the car by the side of the road. / When I close my eyes, / I remember watching with horror and relief / as the kamikaze’s burning body / shot from the wreckage of the plane / and dropped into the ocean below [...] The kamikaze was only a man / and the wolf, I must admit at last, is me». Nella chiesa cattolica dove cerca assoluzione apprende più tardi dell’attacco alle Torri Gemelle, ovvero del ritorno del lupo. L’immagine dei corpi che si gettano nel vuoto si sovrappone a quella del kamikaze da lui ucciso: «Rather then let death come to them, / they went to him, / their clothes billowing in the wind, / making them look like the kamikaze / in a fiery tailspin. / I kneel staring at the altar, trying to connect the dots of my life / and not getting anywhere, / as mother looks at me with a wolfish grin ...». Lullaby torna sullo stesso motivo: «Run my child. Don’t delay. / The beast is beating on the door / with rifle butt and fists. / Soon his boots are stomping / on the floor, as if he’s cold / and trying to warm his feet. / He hasn’t had a thing to eat for days / and tears bread from your sister’s hand / before he shoots her in the head...». Nel testo eponimo, Dread, una donna poliziotto di New York che ha perso il fratello nel crollo dello World Trade Center intreccia racconti della vita dei bassifondi a quello della tragedia della sua famiglia quando il padre uccise la madre e si tolse la vita, una tragedia da cui il fratello, alcolizzato, non era mai uscito: «I dread finding him and dread I won’t / as I choke from the fumes less poisonous / than the hope that keeps me awake at night, / but I can’t give up [...] When I call his name, / my voice is swallowed up by the roar of machines [...] the white noise/ I hear in my nightmares / that always begins at the scene of a shooting / that occurred during a domestic disturbance / between a man and a woman in Queens / that left two teens bereft of a mother and father [...] so that now the one left behind is frightened / by her utter loneliness... ». Il libro si chiude con due lunghe sequenze. La prima, The Greenwood Cycle, inizia con l’emozionante racconto di giovani sopravvissuti ai violenti scontri razziali del 1921 a Tulsa, in Oklahoma: «I thought I was dreaming, / when I saw the sky fulla black smoke, / but I wasn’t, no, ‘cause I pinched myself / and it hurt / and I knew we were gonna suffer / for somebody’s sinfulness. / ‘Just like Jesus,’ you said, Mama, / when you screamed, / ‘Run, daughter, run, / white men are comin’, they got guns’...». Nell’ultima parte sentiamo la voce di uno sceriffo che codardamente non soccorre Miss Mary, la vecchia nera che lo coccolava da bambino, quando muore linciata da un ragazzo bianco al grido «Another one dead». Le cinque sezioni del testo finale, The Psichic Detective, sono recitate da un esperto nei crimini più efferati la cui caparbia ricerca dei killer ha origine nel senso di colpa per l’omicidio irrisolto della sorella di cui è stato testimone: «Somebody like me has to go down into hell with them / and bring them back,/ even though they’re radioactive with an evil / that clings to your skin». Dread è anche il più autobiografico dei libri di Ai visto che diverse poesie raccontano vicende della sua famiglia a cominciare dalla sua storia di figlia ‘bastarda’, nata dall’incontro casuale della madre con uno studente giapponese.

Si prova fastidio a leggere questi versi, lo stesso che fa esclamare allo pschic detective, «I just want to shut the door on the evil / that greets me each day with its pants down, saying, Look at it, look at me / and see yourself». Ma si prova anche ammirazione per una poesia che con coraggioso impegno morale e civile illumina le zone proibite della psiche umana i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti nelle piccole e grandi tragedie quotidiane.

 

[Antonella Francini]


¬ top of page


Iniziative
6 settembre 2018
Aperte le iscrizioni ai corsi di scrittura creativa 2018-19

5 settembre 2018
Verusca Costenaro a L'Ora blu

18 giugno 2018
Libri recensibili per luglio 2018

9 giugno 2018
Semicerchio al Festival di Poesia di Genova

5 giugno 2018
La liberté d'expression à l'épreuve des langues - Paris

26 maggio 2018
Slam-Poetry al PIM-FEST, Rignano

19 maggio 2018
Lingue e dialetti: PIM-FEST a Rosano

17 maggio 2018
PIM-FEST: il programma

8 maggio 2018
Mia Lecomte a Pistoia

4 maggio 2018
Incontro con Stefano Carrai

2 maggio 2018
Lezioni sulla canzone

9 aprile 2018
Scaffai: "Letteratura e Ecologia" al Vieusseux

7 aprile 2018
Reading di poesia guidato da Caterina Bigazzi

5 aprile 2018
Incontro con Eraldo Affinati

3 marzo 2018
La poesia dei nuovi italiani. Con Barbara Serdakowski, in ricordo di Hasan

2 marzo 2018
Incontro con Grazia Verasani - annullato

27 febbraio 2018
Ceppo Internazionale ad André Ughetto - Firenze 27/2 ore 16

2 febbraio 2018
Ricordo di Hasan Atiya al-Nassar-Firenze

23 gennaio 2018
Mostra riviste poesia - Firenze Marucelliana

25 dicembre 2017
Addio ad Hasan Atiya al-Nassar

15 dicembre 2017
Antonella Anedda alla scuola di "Semicerchio"

8 dicembre 2017
Semicerchio a Più Libri più Liberi

30 settembre 2017
Lettura per i 30 anni di Semicerchio

1 settembre 2017
Iscrizioni Scuola di scrittura creativa

30 agosto 2017
Festival di Poesia "Voci lontane voci sorelle" - Firenze, 30/8-6/10

25 maggio 2017
In memoria di Max Chiamenti

10 marzo 2017
La Compagnia delle poete alla scuola di Semicerchio

1 marzo 2017
30 anni di SC: lectio di Jesper Svenbro a Siena

28 febbraio 2017
30 anni di SC: dibattito sulla post-poesia a Siena

11 febbraio 2017
Ricordo di Gabriella Maleti

10 febbraio 2017
Maurizio Cucchi alla Scuola di Semicerchio

31 gennaio 2017
Volumi in recensione 2017: call for reviews

27 gennaio 2017
Antonio Moresco alla Scuola di Semicerchio

24 dicembre 2016
Bando del Premio di poesia Achmadoulina

10 dicembre 2016
Semicerchio su Bob Dylan alla Fiera di Roma

9 dicembre 2016
Incontro con Stefano Dal Bianco

25 novembre 2016
Letteratura e cinema: incontro con Massimo Gaudioso

18 novembre 2016
Incontro con Wu Ming 2 alla Scuola di Scrittura Creativa

1 novembre 2016
Addio a Remo Ceserani

13 ottobre 2016
Il Nobel per la letteratura a Bob Dylan

9 settembre 2016
Presentazione di "The Mechanic Reader" a Venezia

1 luglio 2016
La poesia italiana in prospettiva plurilingue - Paris 1 luglio 2016

10 giugno 2016
Lettura della Scuola Semicerchio alle Oblate

22 aprile 2016
Corso di sceneggiatura di film letterari

18 aprile 2016
Incontri e Agguati. Per Milo De Angelis

25 febbraio 2016
Incontro con SERGEJ ZAV’JALOV - Premio Bigongiari

11 dicembre 2015
Incontro con Nicola Lagioia

4 dicembre 2015
Incontro col narratore Giorgio Vasta

27 novembre 2015
Incontro con Alessandro Fo

13 novembre 2015
Incontro con Sauro Albisani

24 settembre 2015
La Cucina Poetica di Semicerchio a Siena

22 maggio 2014
25 anni di Scuola di Scrittura Creativa - i video

» Archivio
 » Presentazione
 » Programmi in corso
 » Corsi precedenti
 » Statuto associazione
 » Scrittori e poeti
 » Blog
 » Forum
 » Audio e video lezioni
 » Materiali didattici
Editore
Pacini Editore
Distributore
PDE
Semicerchio è pubblicata col patrocinio del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena viale Cittadini 33, 52100 Arezzo, tel. +39-0575.926314, fax +39-0575.926312
web design: Gianni Cicali

Semicerchio, piazza Leopoldo 9, 50134 Firenze - tel./fax +39 055 495398