Home-page - Numeri
Presentazione
Sezioni bibliografiche
Comitato scientifico
Contatti e indirizzi
Dépliant e cedola acquisti
Links
20 anni di Semicerchio. Indice 1-34
Norme redazionali e Codice Etico
The Journal
Bibliographical Sections
Advisory Board
Contacts & Address
Saggi e testi online
Poesia angloafricana
Poesia angloindiana
Poesia americana (USA)
Poesia araba
Poesia australiana
Poesia brasiliana
Poesia ceca
Poesia cinese
Poesia classica e medievale
Poesia coreana
Poesia finlandese
Poesia francese
Poesia giapponese
Poesia greca
Poesia inglese
Poesia inglese postcoloniale
Poesia iraniana
Poesia ispano-americana
Poesia italiana
Poesia lituana
Poesia macedone
Poesia portoghese
Poesia russa
Poesia serbo-croata
Poesia olandese
Poesia slovena
Poesia spagnola
Poesia tedesca
Poesia ungherese
Poesia in musica (Canzoni)
Comparatistica & Strumenti
Altre aree linguistiche
Visits since 10 July '98

« indietro

ANISE KOLTZ, Il paradiso brucia, a cura di Elio Pecora, Roma, Empirìa 2001, pp. 155, € 12,50.

 

ANISE KOLTZ, Le porteur d’ombre, poèmes; Collection Graphiti des éditions Phi, décembre 2001, pp 117, € 12,00.

 

Elio Pecora, curatore per Empirìa dell’antologia Il paradiso brucia, ha acutamente sottolineato il carattere precipuo del fare poetico di Anise Koltz (1928), la quale – attraverso l’estraneità della visione – si situa, fra ragione e sogno, in un grado di consapevolezza e lucidità che scarnifica e pone di fronte alla nudità della parola, al silenzio. I componimenti, tratti dagli ultimi libri, sono stati composti dalla poetessa, in francese, nell’arco degli ultimi dieci anni, e significativa appare la scelta di intitolare la prima raccolta Chants de refus. Chi scrive nega e sottrae, innanzitutto, ai carnefici la duplice e ambigua valenza della parola. Il rifiuto è quello di una lingua, il tedesco, espressione massima dei mandanti dell’«assassinio » del marito (morto all’inizio degli anni settanta a causa delle sofferenze patite nei campi di concentramento durante l’occupazione nazista). A ben vedere l’esperienza koltziana può essere considerata antitetica a quella di Celan, anche se in entrambi la poesia nasce da un’insanabile scissione psichica. Se si analizza la prima poesia, che Pecora giustamente ha posto come incipit/manifesto dell’intero lavoro, si può ritrovare, in nuce, la lineare poetica della Koltz: per chi sosta è necessario concedersi una pausa non per dimenticare, bensì per trarre respiro in un mondo che al troppo cicaleccio e a fatue immagini deve imputare la propria fine. Le forze attinte altrove/ ci permettono di sopravvivere. Si permea la lingua e la si porta ai confini del vuoto, dell’orrore; non si sfida la morte, ma da essa si attinge l’energia necessaria per comprendere la vita. L’altrove nominato non è identificabile con un’entità fisica dai contorni nitidi, è anzi il linguaggio stesso, e come direbbe Deleuze non è «au dehors, c’est le dehors». Canti vengono denominati i testi perché si osa, con determinazione e durezza, affermare la propria non resa al giorno, al massacro quotidiano. Quello della Koltz è uno sguardo neutro, che adotta le armi della pietas e della crudelitas (da intendersi in senso artaudiano) per dialogare con la morte, per rendere accettabile la parte di noi più radicata e temuta. È possibile ascrivere questo tipo di scrittura alla tradizione teologica negativa del Novecento? Quando il poeta mette in gioco il personaggio di Dio sa che, in realtà, si troverà di fronte a un simulacro, uno dei tanti idoli della società e lo rifiuterà distanziandolo da sé, dal suo ambiente. Lo chiama in causa – in prima persona – affermando il proprio diritto a negarne l’esistenza sapendo, in partenza, che non v’è risposta alcuna: Dio / ti chiamo / come se esistessi - Soffoco Dio con i miei capelli - Io sono l’incubo di un dio folle. Lo nega tramite la sua presenza corporea. Ed ecco, allora, che la poesia magmatica della Koltz si svela umorale, lotta corpo a corpo con sé e con gli altri – soprattutto coi genitori: Ogni giorno mangio / mio padre e mia madre / con pane caldo – con chi non esiste più. Il testo, a cui si affida la chiusa dell’antologia, è un’ancorata supplica, reiterata in due strofe, rivolta al marito: Toccami / per verificare / se esisto / in questo corpo / [...] con i suoi seni flaccidi / disseccati dalla luna.

I componimenti brevissimi risultano sentenze definitive, incolmabili, lapidarie nella loro levità modulare. Il rapporto complesso con la figura di Dio, e con quella degli angeli, può ricordare l’esperienza del Cocteau di Cap de Bonne- Espérance e di Plain-Chant e, forse, sarebbe utile un’indagine in tal senso. L’ultimo lavoro poetico: Le porteur d’ombre presenta, in exergo, una dedica: Alla memoria di René Koltz e a mia nipote Béryl. Il tu con cui il poeta dialogherà sarà il suo sposo/amante, l’amore di un’intera vita. Anche se l’unico vero attante (l’assunzione permette di non essere travolti dal dolore) resta la Koltz stessa, «la portatrice d’ombra» come ha confidato a Laura Guadagnin, autrice della versione italiana ancora inedita di questi recenti testi – di volta in volta impersonificherà i nunzi alati dell’Apocalisse, un rapace, la sposa/amante, il creatore di Dio – in questo libro strutturato come una pièce da mettere in scena ogni qualvolta lo si prenda in mano, compaiono – in assenza – le persone che hanno costellato la vita del poeta.

Il liber s’apre con un prologo: ogni mia poesia / sotterra i vostri morti. Sotterra, non invoca né resuscita; certo non li può salvare e nemmeno si salva rendendogli omaggio. Seguono sette stazioni tematiche, e ad apertura di capitolo si pone una fotografia dell’autore, paratesto fondamentale per la comprensione dell’intera opera. Nelle prime quattro: Deserto, Sabbia, Cielo e Vento dopo un’Apocalisse inavvertita, dopo le guerre che vomitano cadaveri, dopo città popolate da abitanti, addossati a pareti, pieni d’angoscia, ci si confronta con la presenza ingombrante di Dio e della sua creatura terrena: un Cristo mal digerito. Tutto ciò avviene in un presente storicizzato capace di fagocitare il passato in luoghi abbandonati ed è – ivi – che l’autore intesse una coralità individuale e tenta di chiudere il cerchio, la vergogna di rimanere.

Con Chaleur, Koltz introduce un canto fermo d’amore – pienezza e mancamento – per il marito: Da quando abito la tua assenza / i miei giorni non sono che un vano pellegrinaggio / verso me stessa. Si sprofonda nell’oscurità della terra e si sogna un ricongiungimento impossibile dato dalle stagioni differenti in cui si trovano. Le poesie sono preghiere e come tali rimarranno inascoltate: la mia pelle è minacciata / svegliami! Oltre il nome pronunciato dello sposo v’è – solo – il silenzio. 

In Froid compaiono il padre e la madre, ombre portate su di sé con fatica tanto che Anise afferma di vivere dietro la figura materna, la quale ha discostato la figlia apparsa come esecrabile mostro dai quattro occhi e dai molteplici sensi. Nonostante tutto la sezione si chiude con un’invocazione: Alix Mayrisch ma mère je t’appelle, simile a un mantra questo verso permette di esorcizzare la paura di un rifiuto incancellabile in una mente provata dai lutti. Nell’ultimo capitolo, Fra cane e lupo, dove non si distingue più chi è l’uno e chi è l’altro, una notte ulteriore ci attende, ma è – infine – la vita stessa, impossibilitata all’incontro, a palesarsi immortale nella sua mortalità.

 

[Andrea Breda]


¬ top of page


Iniziative
6 settembre 2018
Aperte le iscrizioni ai corsi di scrittura creativa 2018-19

5 settembre 2018
Verusca Costenaro a L'Ora blu

18 giugno 2018
Libri recensibili per luglio 2018

9 giugno 2018
Semicerchio al Festival di Poesia di Genova

5 giugno 2018
La liberté d'expression à l'épreuve des langues - Paris

26 maggio 2018
Slam-Poetry al PIM-FEST, Rignano

19 maggio 2018
Lingue e dialetti: PIM-FEST a Rosano

17 maggio 2018
PIM-FEST: il programma

8 maggio 2018
Mia Lecomte a Pistoia

4 maggio 2018
Incontro con Stefano Carrai

2 maggio 2018
Lezioni sulla canzone

9 aprile 2018
Scaffai: "Letteratura e Ecologia" al Vieusseux

7 aprile 2018
Reading di poesia guidato da Caterina Bigazzi

5 aprile 2018
Incontro con Eraldo Affinati

3 marzo 2018
La poesia dei nuovi italiani. Con Barbara Serdakowski, in ricordo di Hasan

2 marzo 2018
Incontro con Grazia Verasani - annullato

27 febbraio 2018
Ceppo Internazionale ad André Ughetto - Firenze 27/2 ore 16

2 febbraio 2018
Ricordo di Hasan Atiya al-Nassar-Firenze

23 gennaio 2018
Mostra riviste poesia - Firenze Marucelliana

25 dicembre 2017
Addio ad Hasan Atiya al-Nassar

15 dicembre 2017
Antonella Anedda alla scuola di "Semicerchio"

8 dicembre 2017
Semicerchio a Più Libri più Liberi

30 settembre 2017
Lettura per i 30 anni di Semicerchio

1 settembre 2017
Iscrizioni Scuola di scrittura creativa

30 agosto 2017
Festival di Poesia "Voci lontane voci sorelle" - Firenze, 30/8-6/10

25 maggio 2017
In memoria di Max Chiamenti

10 marzo 2017
La Compagnia delle poete alla scuola di Semicerchio

1 marzo 2017
30 anni di SC: lectio di Jesper Svenbro a Siena

28 febbraio 2017
30 anni di SC: dibattito sulla post-poesia a Siena

11 febbraio 2017
Ricordo di Gabriella Maleti

10 febbraio 2017
Maurizio Cucchi alla Scuola di Semicerchio

31 gennaio 2017
Volumi in recensione 2017: call for reviews

27 gennaio 2017
Antonio Moresco alla Scuola di Semicerchio

24 dicembre 2016
Bando del Premio di poesia Achmadoulina

10 dicembre 2016
Semicerchio su Bob Dylan alla Fiera di Roma

9 dicembre 2016
Incontro con Stefano Dal Bianco

25 novembre 2016
Letteratura e cinema: incontro con Massimo Gaudioso

18 novembre 2016
Incontro con Wu Ming 2 alla Scuola di Scrittura Creativa

1 novembre 2016
Addio a Remo Ceserani

13 ottobre 2016
Il Nobel per la letteratura a Bob Dylan

9 settembre 2016
Presentazione di "The Mechanic Reader" a Venezia

1 luglio 2016
La poesia italiana in prospettiva plurilingue - Paris 1 luglio 2016

10 giugno 2016
Lettura della Scuola Semicerchio alle Oblate

22 aprile 2016
Corso di sceneggiatura di film letterari

18 aprile 2016
Incontri e Agguati. Per Milo De Angelis

25 febbraio 2016
Incontro con SERGEJ ZAV’JALOV - Premio Bigongiari

11 dicembre 2015
Incontro con Nicola Lagioia

4 dicembre 2015
Incontro col narratore Giorgio Vasta

27 novembre 2015
Incontro con Alessandro Fo

13 novembre 2015
Incontro con Sauro Albisani

24 settembre 2015
La Cucina Poetica di Semicerchio a Siena

22 maggio 2014
25 anni di Scuola di Scrittura Creativa - i video

» Archivio
 » Presentazione
 » Programmi in corso
 » Corsi precedenti
 » Statuto associazione
 » Scrittori e poeti
 » Blog
 » Forum
 » Audio e video lezioni
 » Materiali didattici
Editore
Pacini Editore
Distributore
PDE
Semicerchio è pubblicata col patrocinio del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena viale Cittadini 33, 52100 Arezzo, tel. +39-0575.926314, fax +39-0575.926312
web design: Gianni Cicali

Semicerchio, piazza Leopoldo 9, 50134 Firenze - tel./fax +39 055 495398