Home-page - Numeri
Presentazione
Sezioni bibliografiche
Comitato scientifico
Contatti e indirizzi
Dépliant e cedola acquisti
Links
20 anni di Semicerchio. Indice 1-34
Norme redazionali e Codice Etico
The Journal
Bibliographical Sections
Advisory Board
Contacts & Address
Saggi e testi online
Poesia angloafricana
Poesia angloindiana
Poesia americana (USA)
Poesia araba
Poesia australiana
Poesia brasiliana
Poesia ceca
Poesia cinese
Poesia classica e medievale
Poesia coreana
Poesia finlandese
Poesia francese
Poesia giapponese
Poesia greca
Poesia inglese
Poesia inglese postcoloniale
Poesia iraniana
Poesia ispano-americana
Poesia italiana
Poesia lituana
Poesia macedone
Poesia portoghese
Poesia russa
Poesia serbo-croata
Poesia olandese
Poesia slovena
Poesia spagnola
Poesia tedesca
Poesia ungherese
Poesia in musica (Canzoni)
Comparatistica & Strumenti
Altre aree linguistiche
Visits since 10 July '98

« indietro

MILO DE ANGELIS, Tema dell’addio, Milano, Lo Specchio, Mondadori 2005, pp. 85,  9,40.
 
A pochi mesi dalla sua comparsa, Tema dell’addio può già vantare pagine di profonda e appassionata comprensione critica. Non perché sia un libro facile in assoluto, ma più probabilmente perché è un libro facile da amare; un libro in cui si celebra l’addio a una persona amata – la poetessa Giovanna Sicari, compagna del poeta e morta di malattia sul finire del 2003 – e che è in grado di attivare come un diapason corde che nel lettore sono già in stato di vibrazione latente. C’è nel buio della perdita un’altezza di ispirazione che arriva diretta, senza quegli accumuli metaforici che in precedenza – almeno fino alla prima svolta di Distante un padre (1989) – avevano talvolta occultato al lettore l’oggetto della poesia di De Angelis, contrassegnata così troppo spesso dall’insufficiente etichetta di neo-orfismo. Tra i molti libri di lutto, si pensa ad altri legati a doppio filo a questo. Birthday letters, chefu un libro commovente, doppiamente testamentario, che Ted Hughes scrisse nel 1998 poco prima di morire dedicandolo alla poetessa americana Sylvia Plath, la sua prima moglie suicidatasi trentacinque anni prima. E poi gli Xenia di Montale, che furono un libro di rottura, liberatorio e straziato. Quella doppia suite di quattordici brevi componimenti aprì una strada molto anglosassone alla poesia italiana e rivelò un Montale nuovo, più fluido del precedente, meno concentrato ma non meno ispirato. E ancora la quasi totalità della poesia ancora poco nota di Ferruccio Benzoni, canto funebre che si è andato prosciugando con il tempo fino ai tesissimi epicedi dei Numi di un lessico figliale, dello Sguardo dalla finestra d’inverno. Ma le prospettive di un tema così assoluto e antico sono qui scritte a un grado tale di potenza emotiva che niente risuona come già letto. A metà della prima delle sei sezioni, dimenticato Montale, dimenticato Hughes, dimenticato Benzoni. E infatti la danza si apre col momento dell’attesa della donna amata alla stazione (ribaltando specularmente un altro Montale, quello dell’Addio fischi nel buio cenni tosse). Ecco quindi un Tema dell’addio che germoglia non dalla partenza della donna amata, ma dal suo arrivo in stazione, foriera di una grande notizia. «Contare i secondi, i vagoni dell’Eurostar, vederti / scendere dal numero nove, il carrello, il sorriso, / il batticuore, la notizia, la grande notizia. / Questo è avvenuto, nel 1990». Il registro emotivo oscilla tra pochi poli puntuali, come il pendolino del rabdomante esitante tra diverse e vicine fonti d’attrazione. In quella prima ripetizione («È avvenuto, certamente / è avvenuto») si introduce dirompente il dubbio che la reiterata affermazione della realtà apra la porta alla propria negazione, alla sensazione che la vita sia tutta un’enorme e assurda allucinazione, che tutto si schiacci su un presente in cui rimbombano passi lontani e indistinti. La poesia agisce così come un recettore di verità, mette a fuoco lo sfuocato, lo strappa dall’abisso. Ma quasi subito dopo ecco un’affermazione crudele, opposta eppure sorella di questa, che restituisce noi all’abisso, noi salvati: ciò che è avvenuto non è più dato. «Non è più dato. Uno solo è il tempo, una sola / la morte, poche le ossessioni, poche / le notti d’amore, pochi i baci, poche le strade / che portano fuori di noi, poche le poesie.» Il poeta che salva l’altro dall’oblio – l’altro già al di là delle parole, col corpo che «si è fatto musica / delle sfere, voce consacrata, silenzio» – si condanna alle tenebre con lo stesso gesto della parola in cui si invera l’addio. E ancora un altro sintagma semplicissimo e potente punteggia la costellazione emozionale: «non c’era più tempo». A sigillare uno strazio ancora diverso, un’altra dimensione del dolore, dove la morsa del ricordo di oggi si aggrava del peso trascinante del rimpianto di ieri, risucchiata nell’imbuto inesorabile del tempo che ci avrà tutti. Ma per chi resta, dopo l’ultima accelerazione, il tempo si blocca. E in quella sospensione la ricognizione degli eventi accaduti diventa un vero esercizio spirituale: «C’è stato un compleanno, all’inizio, certamente. / Cinque candeline azzurre, i parenti mai visti, / gli evviva. C’è stato, quello c’è stato». Quello dell’addio è filo conduttore, ma non unico tema compatto. Questo è anche, e forse soprattutto, un libro sul tempo, quando esso «rivela i suoi grandi paradigmi». La danza per Giovanna – danza tacita, eseguita in un silenzio di ospedali che riecheggiano la fissità cosale del mutismo dei lavandini in un ricordo precedente – è un continuo oscillare tra accelerazione e stasi, esitando tra la drammatica partecipazione all’evento che a esso pone fine («ti cedo la parola, ti chiedo un po’ / di morte») e il suo rifiuto offeso, scandalizzato («Vattene / nulla morente, / vattene ferita / dei minuti che tornano qui»). Così quello alla compagna non è l’unico congedo che si celebra nel libro. E quando la storia urla da dietro i vetri che circoscrivono la nostra solitudine, (nel momento storicamente topico in cui «Affogano le nazioni. Crollano le torri») il poeta si siede a un tavolino e convoca le sue ombre. Il padre, altre figure femminili, infine di nuovo Giovanna. Tema dell’addio è ancora una volta un libro pieno di Milano, della sua periferia. Una Milano che fa da isotopia poetica al corpus di De Angelis, dagli esordi di Somiglianze (1976) a quel Dove eravamo già stati uscito sempre nella nuova collana de ‘Lo Specchio’ nel 2001. Una Milano in cui l’asfalto liquefatto penetra nei corpi e li corrompe. Dall’immagine di copertina si sprigiona la luce di una sospesa unreal city, immobile e presaga, coi grumi urbani dei navigli, le macchine e l’industria, la storia e la prosa dei giorni. Il brano di strada che si intuisce è un lastricato, e sul marciapiede è terra. L’asfalto non c’è. È entrato tutto dentro alle pagine, entrato nei corpi, e racconta così di una morte comune. Una morte che sembra tornare ad allontanarsi nell’impenetrabile fissità di ciò che è fuori dal tempo, sezione sottratta al fluire della storia e consegnata a un estenuante gioco di dilatazioni. Morte aerea e rarefatta, dalla quale diventa necessario strappare il materico, il terrestre, ciò che è stato. E si viene come interpellati, chiamati a testimoniare della propria partecipazione, affermando che è tutto realmente accaduto. Se questo è l’interrogativo che Tema dell’addio pone al lettore, allora questa è la risposta. È accaduto l’incontro minimale a Rosario, è accaduta la notizia clamorosa che apre a una lieve molteplicità di letture chi volesse interpellare il testo nei suoi singoli interstizi. Tutto ciò che viene detto è stato, sia esso vita, morte, dolore, addio. Le muse foscoliane sorreggeranno ciò che viene qui cantato ben aldilà dei nostri individuali codici terrestri.

Lorenzo Flabbi

¬ top of page


Iniziative
15 ottobre 2022
Hodoeporica al Salon de la Revue di Parigi

19 settembre 2022
Poeti di "Semicerchio" presentano l'antologia ANIMALIA

13 maggio 2022
Carteggio Ripellino-Holan su Semicerchio. Roma 13 maggio

10 maggio 2022
Recensibili 2022

26 ottobre 2021
Nuovo premio ai traduttori di "Semicerchio"

16 ottobre 2021
Immaginare Dante. Università di Siena, 21 ottobre

11 ottobre 2021
La Divina Commedia nelle lingue orientali

8 ottobre 2021
Dante: riletture e traduzioni in lingua romanza. Firenze, Institut Français

21 settembre 2021
HODOEPORICA al Festival "Voci lontane Voci sorelle"

27 agosto 2021
Recensibili 2021

11 giugno 2021
Laboratorio Poesia in prosa

4 giugno 2021
Antologie europee di poesia giovane

28 maggio 2021
Le riviste in tempo di pandemia

28 maggio 2021
De Francesco: Laboratorio di traduzione da poesia barocca

21 maggio 2021
Jhumpa Lahiri intervistata da Antonella Francini

11 maggio 2021
Hodoeporica. Presentazione di "Semicerchio" 63 su Youtube

7 maggio 2021
Jorie Graham a dialogo con la sua traduttrice italiana

23 aprile 2021
La poesia di Franco Buffoni in spagnolo

16 aprile 2021
Filologia della canzone: presentazione di "Like a Rolling Stone" di M.G. Mossa

22 marzo 2021
Scuola aperta di Semicerchio aprile-giugno 2021

28 dicembre 2020
Bandi per collaborazione con Semicerchio e Centro I Deug-Su

20 novembre 2020
Pietro Tripodo Traduttore: presentazione online di Semicerchio 62

19 giugno 2020
Poesia russa: incontro finale del Virtual Lab di Semicerchio

1 giugno 2020
Call for papers: Semicerchio 63 "Gli ospiti del caso"

28 maggio 2020
Seminario di Andrea Sirotti sulla nuova Dickinson

22 maggio 2020
Seminario di Antonella Francini su AMY HEMPEL e LAUREN GROFF

30 aprile 2020
Laboratori digitali della Scuola Semicerchio

28 aprile 2020
Progetto di Riscrittura creativa della lirica trobadorica

8 dicembre 2019
Semicerchio a "Più libri più liberi"

6 dicembre 2019
Laura Pugno alla Scuola di Semicerchio

5 dicembre 2019
Convegno Compalit a Siena

4 dicembre 2019
Addio a Giuseppe Bevilacqua

29 novembre 2019
Maurizio Maggiani alla Scuola di Semicerchio

8 novembre 2019
Laboratorio di poesia: Valerio Magrelli

12 ottobre 2019
Semicerchio e LinguaFranca al Salon de la Revue di Parigi

27 settembre 2019
Reading della Scuola di Scrittura

25 settembre 2019
Ultimi giorni iscrizioni al Corso di scrittura creativa

20 settembre 2019
Incontro con Jorie Graham per l'uscita di "fast" (Garzanti)

19 giugno 2019
Addio ad Armando Gnisci

31 maggio 2019
I'M SO TIRED OF FLORENCE: READING MINA LOY

12 aprile 2019
Incontro con Marco Di Pasquale

28 marzo 2019
Sconti sul doppio Semicerchio-Ecopoetica 2018

27 marzo 2019
Semicerchio al Convegno di Narrazioni Ecologiche-Firenze

24 marzo 2019
Premio Ceppo: Semicerchio e Guccini a Pistoia

15 marzo 2019
Rosaria Lo Russo legge Sexton

6 febbraio 2019
Incontro sulla traduzione poetica -Siena

25 gennaio 2019
Assemblea sociale e nuovi laboratori

14 dicembre 2018
Incontro con Giorgio Falco

8 dicembre 2018
Semicerchio a "Più Libri Più Liberi" Roma

6 dicembre 2018
Semicerchio issue on MIGRATION AND IDENTITY. Call for papers

16 novembre 2018
"Folla delle vene" di Iacuzzi a Semicerchio

12 ottobre 2018
Inaugurazione XXX Corso di Poesia con Franco Buffoni

7 ottobre 2018
Festa della poesia a Montebeni

30 settembre 2018
Laboratorio pubblico di Alessandro Raveggi a Firenze Libro Aperto

23 settembre 2018
Mina Loy-Una rivoluzionaria nella Firenze dei futuristi -Villa Arrivabene

22 settembre 2018
Le Poete al Caffé Letterario

6 settembre 2018
In scadenza le iscrizioni ai corsi di scrittura creativa 2018-19

5 settembre 2018
Verusca Costenaro a L'Ora blu

9 giugno 2018
Semicerchio al Festival di Poesia di Genova

5 giugno 2018
La liberté d'expression à l'épreuve des langues - Paris

26 maggio 2018
Slam-Poetry al PIM-FEST, Rignano

19 maggio 2018
Lingue e dialetti: PIM-FEST a Rosano

17 maggio 2018
PIM-FEST: il programma

8 maggio 2018
Mia Lecomte a Pistoia

2 maggio 2018
Lezioni sulla canzone

» Archivio
 » Presentazione
 » Programmi in corso
 » Corsi precedenti
 » Statuto associazione
 » Scrittori e poeti
 » Blog
 » Forum
 » Audio e video lezioni
 » Materiali didattici
Editore
Pacini Editore
Distributore
PDE
Semicerchio è pubblicata col patrocinio del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena viale Cittadini 33, 52100 Arezzo, tel. +39-0575.926314, fax +39-0575.926312
web design: Gianni Cicali

Semicerchio, piazza Leopoldo 9, 50134 Firenze - tel./fax +39 055 495398