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COMPARATISMI numero 7 del 2022
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Il ricco numero analizza il tema del trauma, da un punto di vista teorico e narrativo. I contributi sono eminentemente dedicati alla prosa e esplorano l’argomento spaziando dai traumi infantili a quelli ecologici o generati dalla violenza anche familiare, fino a indagare – nei saggi di natura più letteraria – i grandi traumi collettivi come l’Olocausto, l’esperienza fascista vissuta da alcuni scrittori (Berto, Brancati), il disorientamento davanti alle statue in romanzi recenti (Cărtărescu, Roth, DeLillo, Bolaño, Houellebecq). Si segnalano anche saggi sulla narrativa di Mann, il cinema di Bertolucci o il pensiero filosofico di Heidegger e Nietzsche. L’unico saggio dedicato alla poesia è di Silvia Forzani (Saper lasciare andare) e tratta della rivisitazione del mito di Orfeo e Euridice in uno dei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese e nella poesia Euridice a Orfeo di Marina Tsvetaeva. In entrambe le riscritture del mito è evidente sia il portato autobiografico sia la riflessione sulla morte dei due autori poi suicidi. Se nel testo di Pavese il percorso (catabasi e anabasi) è tutto interno al pesonaggio maschile e funzionale a una ricerca di sé stesso, Marina Tsvetaeva concede a Euridice la parola e ribalta completamente il mito originario: «ora mi serve requie, / devi scordare... Poiché in questa dimora / irreale, il fantasma sei tu, vivo, e vera / io, morta...».
(Elisabetta Bartoli)
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